Il risparmio è la frazione di reddito non ancora consumata, destinata al sostenimento di spese future.

Questo è ciò che in assoluto bisogna intendere per risparmio. Ogni centesimo risparmiato nel presente è destinato ad essere consumato nel futuro.

Ciò che permette una distinzione fa varie tipologie di risparmio è il modo in cui esso viene conservato, in attesa di essere consumato. Infatti, il risparmio può essere:

  • tesaurizzato;
  • investito.

Il risparmio tesaurizzato è quello che non genera alcun reddito, che resta accreditato su un conto bancario o in un libretto di risparmio, senza per questo vedersi riconosciuto alcun interesse attivo sulla somma in giacenza. Rientra in questa categoria anche quel risparmio conservato nel salvadanaio di casa, oppure quello stipato in una cassaforte.

Il risparmio investito è quello che genera reddito, in quanto utilizzato per l’acquisto di strumenti finanziari (fondi di investimento, azioni, obbligazioni, buoni fruttiferi postali, titoli di stato, ecc.) i quali producono interessi attivi sulla somma investita, ovvero una rivalutazione del valore nominale. Rientra in questa categoria anche il risparmio utilizzato per l’acquisto di immobili destinati ad essere affittati o rivenduti ad un prezzo maggiore. Inoltre, fanno parte di questa categoria anche i risparmi utilizzati per partecipare agli utili di un’attività commerciale o produttiva.

Generalmente il risparmio va tesaurizzato quando esso è destinato ad essere consumato nel breve periodo o per far fronte all’eventualità di spese impreviste. Mentre va investito quando il suo consumo è previsto nel medio o lungo periodo, per progetti già stabiliti.

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